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L’Odissea di un nuovo allaccio del gas in 10 mesi

L’Odissea di un nuovo allaccio del gas in 10 mesi

La storia che andremo ad affrontare in questo articolo è paragonabile ad una odissea, l’odissea di un nuovo allaccio del gas che ha veramente dell’incredibile.

Questi sono i casi in cui viene spontaneo esclamare “ma davvero può succedere una cosa del genere?”

Il tutto potrebbe essere ispirato benissimo al poema attributo ad Omero: l’Odissea, non tanto per la storia in sé per se, ma in quanto il protagonista è proprio un’azienda di nome ITACA, certo non ci sarà Ulisse a far ritorno a casa, ma un giovane imprenditore di nome Alessio.

Come ti sentiresti ad aver uscito oltre 1000€ per autorizzare dei lavori per un nuovo allaccio del gas e il tuo fornitore per mesi non si fa sentire e non riesce a darti risposte soddisfacenti e nel frattempo sei costretto a spendere altri 1200€ per ovviare al problema?

Il tutto ha inizio a Febbraio 2019, quando Alessio fece richiesta di un nuovo allaccio del gas.

La richiesta di un nuovo allaccio del gas viene richiesta quando non è presente il contatore del gas e quindi occorre sia la posa di un nuovo contatore che, in casi più complessi, l’allungamento della rete di gas metano fino al punto richiesto.

Alessio non sapendo a chi rivolgersi, si rivolse al fornitore locale maggiormente presente.

Per un discorso di riservatezza non potrà esplicitare il nome del fornitore a cui è stata fatta la richiesta del nuovo allaccio del gas, ma poco importa, l’obiettivo di questo racconto non è denigrare l’operatore di un fornitore in particolare, ma mettere in evidenza il disservizio e di come lo stesso sia stato risolto.

Nel giro di qualche settimana il preventivo è pronto.

Trattandosi di lavori complessi, dove occorre effettuare degli scavi per portare la conduttura del metano fino al negozio, l’importo risulta essere cospicuo rispetto a dei lavori semplici.

Ma fin qui nessun problema, si deve fare, ci vorrà il tempo che ci vorrà ma per lo meno Alessio potrà usufruire di una linea diretta di gas metano senza stare dietro alla fornitura di bombole.

Il preventivo venne emesso circa a meta Marzo con scadenza il 31 Ottobre 2019.

Alessio i primi di Settembre, esattamente il 3 Settembre, provvede ad effettuare il pagamento di 1179,18€ e come dà indicazioni da parte del fornitore, ad inviare il tutto attraverso il sito internet, dove riceve anche una conferma di ricezione.

Alessio pensava che nel giro di qualche settimana avrebbe potuto interrompere il rifornimento di bombole in quanto la richiesta di nuovo allaccio del gas sarebbe stata conclusa. E invece no.

L’attività commerciale anche prima della richiesta era operativa e in mancanza della fornitura di gas Alessio stava provvedendo attraverso un impianto a bombole, dove però continuamente doveva rifornirsi per evitare di rimanere all’improvviso senza gas.

Certo a livello di praticità e convenienza non era il massimo ma ciò permetteva lavorare e di non tenere chiusa l’attività.

Sta di fatto che passano i giorni, le settimane e i mesi e da parte del fornitore nessuna traccia, sembrava essersi volatilizzato e il servizio clienti non riusciva a dare informazioni esaustive.

Stanco di questa odissea, Alessio decide, a Dicembre del 2019, di rivolgersi a me per capire meglio la situazione e di conseguenza come agire.

Cosa era potuto succedere da far rallentare i lavori per il nuovo allaccio di gas e da Settembre, ritrovarsi a Dicembre senza nemmeno una comunicazione o avviso di inizio lavori per il nuovo allaccio del gas? Dai primi contatti con il fornitore si scopre qualcosa di incredibile.

A seguito di un confronto con il servizio clienti (stranamente questa volta sono riusciti a dare delle informazioni dettagliate) il fornitore comunicò che non aveva preso in carico la documentazione inviata da parte del cliente e di conseguenza, trascorso il 31 Ottobre data in cui scadeva il preventivo, automaticamente la pratica era stata archiviata.

Guarda caso i soldi li avevano incassati regolarmente….da li procediamo con effettuare un reclamo scritto.

Nota bene: ricorda sempre che quando c’è un problema che non riesce a risolvere con il tuo fornitore e le chiamate al servizio clienti non ti lasciano soddisfatto, effettua un reclamo scritto che si tracciabile, ovvero che dimostri la ricevuta da parte del fornitore, come una pec o una raccomandata con ricevuta di ritorno. Così facendo, diciamo che il fornitore non avrà scampo, e sarà costretto a fornire una risposta motivava, in alternativa dovrà riconoscere degli indennizzi per mancata risposta.

Così è stato in questo caso, giustamente il fornitore cosa doveva rispondere?

Trascorsi 40 giorni, che è il tempo massimo per poter ricevere una risposta da parte della controparte, abbiamo provveduto ad avviare il tentativo di conciliazione obbligatorio, ovvero un colloquio tra le due parti moderate da un conciliatore (che potrebbe essere quello dello sportello del consumatore) per trovare una soluzione bonaria a tutto.

Avrò modo di parlartene dettagliatamente in un articolo dedicato.

Complessivamente il tutto è durato 4 incontri spalmati in 5 mesi.

Il primo incontro è stato il giorno 2 Marzo, dove sono esposte le motivazioni che hanno spinto a questa richiesta e ci si è messi subito in moto per ovviare al problema.

Quindi il fornitore fece richiesta al distributore per emettere un nuovo preventivo. Preventivo che fu emesso e accettato con relativa documentazione per il distributore.

Il nuovo preventivo è risultano dimezzato rispetto al primo, quindi questa la prima nota positiva dell’incontro. L’importo, pagato in precedenza dal cliente, fu utilizzato per saldare il nuovo preventivo e la differenza rimborsata.

Una volta che le carte si stavano sistemando, arriva a gran sorpresa  il COVID-19 anche in Italia e poco dopo ci siamo ritrovati tutti in lockdown.

Il lockdown ha fatto si che ci fossero dei rallentamenti non indifferenti in quanto i distributore hanno dato priorità solamente a quelle pratiche di urgenza e pericolo.

Tra il periodo di lockdown e fine Maggio ci sono stati altri due incontri, 2 Aprile e 22 Maggio, che a causa di mancanza di aggiornamenti sono stati solamente di pura formalità.

Ora la pratica si trovava ad uno stato avanzato e si attendeva solamente l’ok del Comune per autorizzare gli scavi al Distributore, in quanto, come anticipato, l’intervento rientrava nella categoria di lavori complessi, nello specifico occorreva allungare la conduttura di circa 30 metri per portare il gas metano fino all’attività commerciale.

Nell’ultimo incontro, avvenuto il 2 Luglio 2020, finalmente si è riusciti a mettere la parola fine a questa odissea.

Il Comune aveva dato il via libera ai lavori, che sarebbero cominciati da lì a breve, con una durata di circa 10 giorni, cosi facendo il nuovo allaccio del gas sarebbe stato concluso.

Cosi Alessio, finito il lock-down e con la nuova fornitura di gas, potrà tornare dalla sua ITACA più forte di prima!

Come può tornarti utile questo racconto?

Durante qualsiasi disservizio ci sono dei passaggi che risultano fondamentali, ovvero riuscire a quantificare (se quantificabile) il danno derivante dal disservizio e comunque disagi che hanno impedito di svolgere regolarmente le proprie attività.

Nel caso di Alessio, nei mesi in cui nonostante avesse pagato il preventivo ma lo stesso non era stato minimamente calcolato da parte del fornitore, ha continuato a rifornirsi tramite l’acquisto di bombole per sopperire alla mancanza del disservizio.

Questo “disagio” l’ha portata ad uscire una somma di circa 1200€ per pagare il preventivo e allo stesso tempo, da Ottobre del 2019 a Gennaio 2020, a spendere ulteriori 1200€ per continuare il rifornimento di bombole.

Bene, questo episodio è stato ritenuto come un disagio per il cliente finale e la stessa cifra è stata richiesta come risarcimento del danno per la “svista” da parte del fornitore.

Questa è la prova che quando si ha un problema, in generale, in questo caso con le proprie utenze se si utilizzano gli strumenti giusti e si hanno le giuste competenze la situazione si può ribaltare a proprio favore e limitare i danni del disservizio.

C’è chi preferisce risolvere i propri problemi da soli, tralasciando alcuni diritti da consumatore che potrebbero giovare a proprio favore, altri preferiscono affidarsi a professionisti per risolvere una volta per tutte il problema e garantirsi anche il risarcimento del danno.

Alessio ha fatto la scelta giusta e n’è stato ricompensato.

Tu che scelta vuoi fare?

Think big, insieme si può,

Giovanni.

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