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Enel: 6 false verità che ti faranno guardare con occhi diversi il settore energetico

Enel: 6 false verità che ti faranno guardare con occhi diversi il settore energetico

Potrei scrivere questo articolo intonando le note di un grande cantautore italiano:

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
Ma io dico che la colpa è nostra
È evidente che la gente è poco seria
Quando parla di fornitore o distributore.
Ma cos’è il fornitore, cos’è il distributore…

Ma mi fermo qui, già in queste poche righe abbiamo molto da parlare in quanto rispecchia perfettamente il progresso che c’è stato nel mercato energetico ma parallelamente l’informazione dei consumatori si è fermata a 50 anni fa, facendo gli onori a Giorgio Gaber e al suo testo.

Ogni giorno mi imbatto in discussioni relative al ruolo di Enel nel settore energetico e purtroppo mi accorgo che c’è troppa confusione nel passaggio delle filiere energetiche.

Quindi voglio dedicare questa righe per sfatare alcuni “miti”.

Premetto fin da subito che tali approfondimenti non hanno l’obiettivo di sminuire l’operato dell’azienda, ma servono solamente a far luce di come si è evoluto il settore energetico, cosa che non è successa con l’informazione dei consumatori in merito.

Perciò se pensi(e dici):
-se cambio fornitore poi non mi vengono più a sistemare il contatore in caso di guasti e il numero non sarà più lo stesso;
-con Enel pago meno tasse in quanto sono i proprietari del contatore;
-cambiando fornitore mi arriveranno due bollette a casa, una da Enel per il contatore e una dal fornitore per i consumi;
-gli altri fornitori sono costretti a pagare l’affitto a Enel per i contatori;
-se cambio fornitore c’è il rischio che mi vengono a togliere il contatore;
-Enel vende energia ad altri fornitori, che a sua volta devono rivenderla quindi come fanno a farmi risparmiare?

Ti invito a leggere fino in fondo in modo da renderti conto che queste affermazioni sono solamente frutto del non sapere di come si è sviluppato un settore e di venditori non corretti che ci marciano sopra

Non è un discorso solamente di, chiamiamola, “cultura generale”.

Ma è proprio conoscere come siamo arrivati fin qui e non limitarci solamente ad “arriva la bollette, pago la bolletta”.

Perché se ci limitiamo a ciò poi non bisogna lamentarsi delle truffe che si prendono in giro, credendo ai primi che bussano alla porta, nostri salvatori che magicamente non ci faranno pagare più le tasse o farne pagare di meno.

Chi dice ciò sta usano a suo favore queste “leggende” come strategie per spaventare i potenziali clienti e fargli sottoscrivere il contratto, quindi è sempre meglio sapere di non sapere.

Per poter arrivare ad oggi occorre fare un passo indietro di almeno 50 anni, ovvero dalla nascita di Enel e passare per le varie liberalizzazione del mercato.

Prima che ciò avvenisse(nel 2007), quando ti serviva l’energia elettrica o il gas andavi dal distributore della tua città.

Esso, ai tempi era anche il Fornitore, una volta effettuata la richiesta si occupava sia del trasporto della materia prima e sia della fornitura stessa ed infine procedeva alla fatturazione.

Se ti ricordi o ne avrai vista qualcuna le bollette riportavano l’intestazione Enel Distribuzione.

Questo perché Enel (Ente nazionale per l’energia elettrica) quando è stata istituita(nel 1962) come ente pubblico si occupava di produrre, trasmettere, distribuire e fornire energia elettrica su quasi tutto il territorio nazionale, ma con la liberalizzazione le varie funzioni sono state affidate a diverse aziende, sempre del Gruppo Enel.

Da qui in poi, piano piano, si sono avviate le liberalizzazioni.

Infatti la prima liberalizzazione segnava l’anno 1991 per poi avere degli ulteriori svolti nel 1999 e successivamente nel 2007.

Quindi ben 16 anni ed ancora oggi non abbiamo una completa liberalizzazione.

Attendiamo la fatidica data del 1 Gennaio 2022, data in cui dovrebbe cessare il mercato tutelato ed avere la completa liberalizzazione, salvo ulteriori rinvii.

Nel 1991 è stato dato il via a una prima parziale liberalizzazione della produzione di energia elettrica proveniente da fonti convenzionali e da fonti rinnovabili, dov’è stato concesso alle imprese di produrre energia elettrica per uso proprio con l’obbligo di cederne la quantità in eccesso a Enel.

Nel 1999, attraverso il famoso Decreto Bersani che lo ritroveremo nel 2007, è stata avviata la liberalizzazione del mercato elettrico.

La conseguenza è stata la riorganizzazione societaria di Enel.

Infatti le varie attività di produzione, trasmissione, distribuzione e vendita energia subirono una separazione e non potevano essere gestire da un unico soggetto, ma affidate a tre distinte società: Enel Produzione, Enel Distribuzione e Terna.

Quindi cosa è successo in pratica?

“Sfruttando” il nome già molto noto, in quanto fino ad allora esisteva solamente esso, i vecchi distributori(parlo a plurale perché la stessa considerazione si può fare con altri distributori o persino con la società ENI nel settore del gas metano) hanno creato le loro aziende fornitrici di energia, ma che operano indipendentemente dalla parte della distribuzione.

Ecco il motivo per cui, ancora oggi, dopo anni e anni si è convinti di quelle “false verità” che non fanno altro che creare confusione ed essere da assist per favorire strategie ingannevoli per i venditori furbi.

Da quanti venditori ti sarai sentito dire: “Noi siamo di Enel, se passa con noi le tasse non le paga in quanto i contatori sono nostri”?

Ecco, oggi sai benissimo che affermazioni di quel tipo sono false.

A conferma di quello che ti sto dicendo la delibera di Luglio 2015 dell’AEEGSI(oggi ARERA)

Per rimuovere ogni rischio di confusione, promuovendo trasparenza  e  concorrenza, il distributore e i venditori integrati in uno stesso gruppo societario – elettrico o gas – non potranno più utilizzare lo stesso marchio, dovranno separare le politiche di comunicazione ed utilizzare canali e spazi commerciali ben distinti; le stesse regole valgono anche per il venditore integrato che nell’elettricità opera sia nel mercato libero che nella tutela.

È per questo che oggi Enel Distribuzione è diventata E-Distribuzione, Enel Servizio Elettrico invece Servizio Elettrico Nazionale. In vista della liberalizzazione completa del mercato il nome Enel è rimasto sull’azienda operante nel mercato libero, ovvero Enel Energia.

Ci tengo a precisare che ho fatto riferimento ad Enel in quanto oggi circa il 90% della DISTRIBUZIONE in Italia è gestita da lei, ma come detto in precedenza lo stesso discorso vale per tutte le altre imprese che prima si occupavano di distribuzione e fornitura con lo stesso brand.
Per capire dettagliatamente le differenze tra fornitore e distributore  ti consiglio di leggere Come leggere una bolletta.

Quindi ricapitolando:

-se cambi fornitore NON perdi l’assistenza ai guasti, in quanto quella è gestita dal distributore che è obbligato ad intervenire in caso di anomalie e il numero resterà sempre lo stesso(o meglio finchè non si deciderà di cambiarlo);

-se sei con un fornitura del gruppo Enel, NON paghi meno tasse in quanto sono i proprietari del contatore. Le tasse sulle forniture sono gestite dall’Autority(ARERA);

-se sei con un fornitore del mercato libero diverso da Enel NON pagherai di più perché quest’ultimo è costretto a pagare l’affitto dei contatori ad Enel;

-se cambi fornitore con qualsiasi operatore del mercato libero NESSUNO verrà a toglierti il contatore;

-Enel, intesa come fornitore, NON vende energia ad altri fornitori, che a sua volta devono rivenderla;

-se cambi fornitore NON ti arriveranno due bollette a casa, una da Enel per il contatore e una dal tuo fornitore per i consumi;

Fatto luce sulle “vere verità” del settore non mi resta che sperare che li terrai a mente quando ti troverai dinanzi ad un venditore che incomincerà a blaterare.

T’immagini la sua faccia? Sicuramente scapperà con la coda tra le gambe e terrà ben a mente la tua porta ogni qualvolta passerà dal tuo quartiere.

Se hai bisogno di maggiori informazioni puoi scrivermi a info@giovanniriccobono.it

Insieme si può,

Giovanni.

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