Come NON scegliere una tariffa tra gli oltre 600 fornitori luce e gas

Come NON scegliere una tariffa tra gli oltre 600 fornitori luce e gas

Come scegliere un’offerta luce e gas è noto a tutti, ma invece cosa bisogna fare per NON scegliere una tariffa tra gli oltre 600 fornitori di luce e gas?

No, non sto scherzando. NON scegliere una tariffa che peggiorerebbe la tua situazione attuale.

Mi spiego meglio.

Da sempre, quando si parla di cambiare fornitore di luce e/o gas, e quindi scegliere una tariffa, la domanda che i consumatori si pongono, e che probabilmente ti sei posto anche tu, è quella relativa “a quanto mi costa un kWh”? Che tradotto in termine tecnico sta a significare il valore della componente materia prima, ovvero quanto costa un chilowattora di energia elettrica consumato.

Del resto è normale, se pagassi 0,07 centesimi al chilowattora e avresti la possibilità di sottoscrivere un contratto “che te lo passa” a 0,05 centesimi la convenienza è evidente, viceversa se il contratto proposto prevedesse un valore superiore a 0,07 centesimi la cosa non sarebbe per niente conveniente!

La beffa sta proprio qua!

Ecco il motivo per cui ho voluto scrivere questo articolo, per approfondire cosa bisogna valutare quando di sceglie di cambiare fornitore e valutare un’offerta e quindi come NON scegliere una tariffa.

Nella maggior parte dei casi ci si presta a voler cambiare fornitore di energia elettrica o gas per voler ottimizzare i costi legati alle proprie utenze, ovvero risparmiare, ma non è solo questa la motivazione che spinge i consumatori a valutare un altro fornitore.

Alle volte si può essere non soddisfatti del servizio, ovvero il fornitore non risponde al servizio clienti, ha del personale sgorbutico o poco efficiente, il consulente assegnatoci (che nella maggior parte delle volte si rileva soltanto un venditore) è scomparso dopo la sottoscrizione del contratto, e altre tante motivazioni.

Se stai leggendo questo articolo probabilmente stai valutando di cambiare fornitore per valutare un’offerta migliore, perciò è bene che leggi fino in fondo, in modo tale da poter scoprire su cosa porre maggiore attenzione prima di firmare il contratto in modo da NON scegliere delle offerte che potrebbero peggiorare la tua situazione.

Prima di scoprire ciò è fondamentale fare un passo indietro per comprendere la basi di una bolletta e quindi comprendere sulle voci da attenzionare.

Nello specifico una bolletta di energia elettrica è composta principalmente in 4 macro voci:

-spese per la materia prima;

-spese per il trasporto;

-sperse oneri di sistema;

-imposte ed iva.

↓ Ne parlo più approfonditamente in questo articolo ↓

Come leggere una bolletta della luce(ed evitare un infarto)

 

Le spese per la materia prima sono di competenza del fornitore, viceversa le altre 3 sono uguali per tutti i fornitori in quanto regolamentata dall’ARERA, l’organo che regolamenta il mercato.

Le spese per la materia prima essendo di competenza del fornitore di conseguenza possono essere personalizzate a discrezione dello stesso.

Analizzando più a fondo le spese per la materia energia può scoprire che la stessa è composta principalmente dalle seguenti sotto voci PE (prezzo energia), PCV (prezzo commercializzazione vendita), PD (prezzo dispacciamento), PPE (prezzo perequazione).

Se da una parte ci si concentra solamente sul valore del prezzo energia, dall’altra le voci personalizzabili dai fornitori sono anche ben altre.

Per rendere bene l’idea ti mostro una bolletta di un operatore:

Questa fattura rende più che bene l’idea.

A fronte di un prezzo apparentemente basso di 0,069 €/kWh, il cliente si ritrova, non solo con delle voci aggiunte dal fornitore come “costo aggregazione servizio di misura punti non trattati su base oraria” e “garanzie di origine” ma in più si ritrova con una tariffa PCV di ben 40€/mese!

Si, hai letto bene, quaranta euro al mese!!!

Cosa vuol dire questo?

Che magicamente il prezzo copertina venduto al cliente si trasforma nel seguente:

0,069€/kWh+0,007€/kWh+0,002€/kWh+(40€(PCV)/145kWh(media di consumo dei due mesi)è0,078€/kWh+0,27€/kWh=0,35€/kWh.

0,35 centesimi al chilowattora, 5 volte tanto il prezzo della materia prima, probabilmente, proposto dal venditore.

La cosa, diciamo buffa, è che purtroppo tale condizioni sono state accettate al momento della sottoscrizione del contratto e non c’è niente di illecito da parte del fornitore.

Sono sicuro che con questo esempio lampante hai compreso benissimo su come NON devi scegliere un’offerta quando ti appresti a sottoscrivere un contratto di luce e gas in modo ma a scanso di equivoci riepiloghiamo insieme:

1)Non ti soffermare solamente al prezzo del chilowattora;

2)Chiedi, ma soprattutto leggi, quale sarà il valore del PCV (prezzo commercializzazione e vendita);

3)Attenziona bene se nella macro voce “spese per la materia energia” ci siano altre voci in aggiunta a quelle stabile dall’Autority.

Solamente cosi potrai fare un confronto equo e capire concretamente se ti conviene sottoscrivere il contratto o meno.

Questi e altri aspetti legati alle forniture ho avuto modo di racchiuderli all’interno del mio libro “Sinergie per la tua fornitura – Consigli pratici ed efficaci per le tue bollette” un manuale che ti dirà la possibilità di scoprire delle sfaccettature del mercato stesso e avviare il processo per diventare un consumatore consapevole.

Ti invito a visitare il sito www.sinergieperlatuafornitura.it

Altrimenti se hai bisogno di supporto puoi scrivermi a supporto@giovanniriccobono.it

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