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Come una tariffa errata può valerti come una tredicesima(anche se non era Natale)

Come una tariffa errata può valerti come una tredicesima(anche se non era Natale)

Si, hai ragione la foto non rende l’idea di una vera e propria tredicesima, ma questa storia la devi assolutamente conoscere!!!

Rientra nella rubrica “La Tutela che non Ti Tutela” non so se hai avuto modo di leggere altre vicende di consumatori alle prese con la propria “tutela”.

mercato tutelato

Un paio di anni fa mi successe una storia incredibile, uno dei primi successi della mia carriera per la tutela energetica!.

Incontrai Giuseppina per caso, segnalata da una sua amica, già mia cliente, in quanto rammentava spesso che a suo avviso stava ricevendo delle bollette salate.

Penso che sia stato uno dei giorni più indimenticabili per Giuseppina. Ricevere una tredicesima dal proprio fornitore non è cosa da tutti i giorni

Giuseppina aveva un contratto di fornitura con un noto fornitore di luce e gas, nonostante le continue offerte, sia telefoniche che di venditori porta a porta, nessuno si era mai accorto di un semplice errore, semplice ma che fino ad ora le stava costando caro.

Analizzando la bolletta noto subito che la tipologia di contratto, ormai attivo da ben 7 anni, portava la dicitura di “domestico non residente”.

Che vuol dire questo, per arrivarvi facciamo un piccolo passo indietro in modo da poter inquadrare bene la situazione.

Un contratto domestico può essere residente o non residente, la differenza, oltre che nella maggiorazione delle tariffe(costi fissi) per il non residente, sta proprio dove realmente il cliente, intestatario del contratto di fornitura ha la sua residenza.

Quindi poniamo il caso che una persona abbia 2 contatori intestati, necessariamente uno dovrò essere da residente e l’altro non, almeno che non abbia la residenza in un terzo indirizzo, in questo caso sarebbero entrambi da non residente.

È fondamentale verificare sempre che la tipologia indicata sia quella corretta per evitare brutte sorprese. È anche meglio evitare di fare i furbetti per cercare di pagare di meno intentandosi più contatori da domestico residente: oltre a dichiarare il falso, che è perseguibile per legge, si rischia di essere soggetto a ricalcoli in caso di controlli e quindi chiamati a restituire ingenti somme.

Quindi niente furbetti, evitate, se no poi sono guai.

Fatta questa piccola precisazione torniamo al caso di Giuseppina e alla sua tariffa da non residente.

Accorgendomi di ciò chiedo delucidazioni in merito chiedendo se avesse la residenza da un’altra parte o altri contatori intestati come residente, cercando di capire come mai venisse applicata questa tariffa.

Le risposte furono negative e mi confermo che quella era la sua unica abitazione e unico contratto di fornitura intestato dove aveva la residenza da circa 8 anni!!!

Spiegai l’errore e mi misi subito a lavoro.

Ti lascio immaginare la rabbia di Giuseppina che fino a poco prima aveva una credenza molto forte nei confronti del suo fornitore definendolo il migliore.

Dopo circa 15 giorni (saranno stati giorni lunghissimi per Giuseppina), in linea di massimo avevo spiegato l’entità del rimborso e fremeva nel ricevere una risposta per capire se quello che stavo dicendo fosse vero o no.

(Come ben sai, nel settore c’è molta diffidenza)

Per questo ho deciso di offrire un servizio diverso rispetto a quello che si trova in giro, un servizio dove il cliente è al centro e gli viene dedicata la massima attenzione per essere certi che tutte le sue fatturazioni siano corrette, non ci siano brutte sorprese ed evitare le truffe.

Passati gli attesissimi 15 giorni, non potete capire quello che è successo.

Il fornitore, appurato l’errore e visto la documentazione prodotta che accertava la residenza, aveva effettuato i ricalcoli di tutte le bollette emesse e pagate dal 20/04/2009 al 27/06/2016, poco più di 7 anni di bollette con l’errore di fatturazione.

La nota di credito che fu emessa era di ben 1104,87€.
Si può definire una tredicesima in pieno Giugno??

Ora, non voglio sembrare il salvatore della Signora Giuseppina, la questione era molto semplice e poteva essere effettuata da chiunque, sta di fatto che mai nessuno avesse fatto notare questo piccolo errore.

Molti erano interessati a portarsi a casa il contratto, ma nessuno si era mai accertato(interessi del cliente) se quella persona presentava delle anomalie in bollette).

Cosa voglio dire con questo?

Quanti venditori hanno bussato alla porta di Giuseppina?

Quante volte il proprio fornitore ha chiamato il suo cliente?

E quante di queste chiamate erano mirate ad una conferma dati?

Sono dati che non c’è dato sapere(scusami il gioco di parole), ma fa riflettere sul reale interessi che ogni giorni venditori e fornitori hanno nei confronti dei loro clienti.

È più importante che tu paghi la bollette o che quello che tu stai pagando è corretto?
È più importante prendere la provvigione e scappare o che ti aiuti a capire cosa stai pagando?

Lascio a te la riflessione in merito, ricordandoti che i veri professionisti mettono l’esigenze del proprio cliente in primo piano e faranno il possibile affinché esse possano essere rispettate, come faccio io.

Tu vuoi ancora farti seguire da venditori poco corretti o è giunto il momento di cambiare e magari ricevere anche tu la tua “tredicesima”?

A te la scelta, chi ha già scelto la seconda opzione ne sta traendo i vantaggi che tu stesso puoi benissimo leggere nella pagina relativa alle testimonianze e capire realmente cosa significa farti seguire da un professionista delle bollette.

Se anche tu sei alle prede con una problematica del genere e non riesci a far valere i tuoi diritti ed ottenere la tua tredicesima scrivermi a supporto@giovanniriccobono.it

Insieme si può,
Giovanni.

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