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20 Giugno 2024
codice di condotta

L’ARERA – L’autorità che regolamenta anche il settore energetico e gas – ha potenziato gli strumenti a disposizione dei consumatori per valutare correttamente le molteplici offerte del mercato libero.

Cosi facendo da una parte aumentano le tutele per i consumatori finali e dall’altra aumenta la regolamentazione del.

Gli obiettivi puntano a ridurre il numero di pratiche commerciali scorrette aumentando etica e trasparenza.

Con il comunicato stampa del 29 Ottobre 2020 viene presentato il nuovo codice di condotta (Delibera n. 426/2020/R/com del 27 ottobre 2020) che avrà l’obiettivo di rafforzare gli obblighi informativi del codice di condotta commerciale a vantaggio dei clienti finali del mercato.

Vediamo insieme i punti salienti di questo nuovo codice di condotta e che vantaggi porterà sia ai consumatori che al mercato in generale.

Sembrerebbe che la regolamentazione del settore in vista della completa liberalizzazione del mercato stia facendo qualche passo avanti.

Dalle modifiche che avranno efficacia dal 1 luglio 2021 verrà introdotto una nuova scheda che avrà il compito di riassumere, in modo chiaro e trasparenze, i seguenti punti:

  1. i contenuti chiave del contratto;
  2. indicatori sintetici di prezzo che facilitano il confronto tra le offerte commerciali, più immediate;
  3. chiare comunicazioni in caso di variazioni delle condizioni economiche.

Successivamente alla scheda di confrontabilità entrata in vigore qualche anno fa, un nuovo strumento in mano ai consumatori per aumentare la consapevolezza delle loro scelte.

Anche qui sta volta i consumatori giocano un ruolo importante, in quanto è vero che da una parte aziende e venditori saranno obbligati dal nuovo codice di condotta a fornire questa scheda riepilogativa, ma così com’è stato per la scheda di confrontabilità, quanti lo faranno?

È per questo che qui entra in gioco l’informazione del consumatore, sempre più importante in questo settore sempre più articolato.

Solamente così si potranno scongiurare le pratiche commerciali scorrette e la sottoscrizione di contratti non del tutto vantaggiosi.

Il nuovo codice di condotta commerciale riguarderà tutti i clienti alimentati in bassa tensione e/o consumi di gas naturale complessivamente non superiori a 200.000 Smc/anno.

Molto spesso mi capita di persone che entrano in contatto con me a seguito di un contratto stipulato a distanza tramite, magari call-center, chiedendo delucidazioni sull’offerta ricevuta.

La prima domanda che faccio sempre è: te l’hanno messo per iscritto quello che ti hanno detto? Ti hanno inviato un contratto?

Puntualmente le risposte che ricevo sono NO, mi hanno detto che il loro comparto non può inviare email.

CAZZATE.

Quando si sottoscrive un contratto si ha l’obbligo di inviare tramite mezzo durevole il contratto in modo da poterne prendere visione e avere anche dei riferimenti se si decide di avvalersi del diritto di ripensamento, oggi fissato a 14 giorni dalla sottoscrizione.

Il nuovo codice di condotta rafforzerà questo concetto, in quanto nei casi di contratti negoziati mediante tecniche di comunicazione a distanza che non consentono la trasmissione immediata di documentazione scritta, il cliente deve essere informato sulle modalità attraverso le quali è possibile ottenere in forma scritta le suddette informazioni.

Anche per la modifica unilaterale delle condizioni di contratto viene rafforzata la tutela per i clienti finali.

Difatti qualora l’offerta commerciale ha una durata promozione dopo la quale ci saranno delle variazione, il venditore è tenuto a dare comunicazione in forma scritta con un preavviso non inferiore a 3 mesi.

Inoltre, cosa fondamentale che accade spesso, e che tali informazioni non potranno essere comunicate tramite documenti di fatturazione, l’unica eccezione viene fatta nel caso ci sia una riduzione rispetto all’originale contratto.

A mio avviso l’integrazione fondamentale sta nell’obbligo di dover riportare anche la stima della spesa annua per i successivi 12 mesi alla variazione del contratto, in modo da poter rendere semplice ed intuitivo al consumatore di quanto potrà variare il budget destinato alle utenze.

Ma sappiamo benissimo un po’ come funziona in Italia, no? Fatta la legge, trovato l’inganno.

I fornitori e venditori potranno in qualche modo eludere queste disposizioni, tuttavia il cliente finale, come già detto, gioco un ruolo fondamentale.

Difatti qualora queste procedure non vengono rispettate il cliente avrà diritto ad un indennizzo pari a 30,00€ automatico entro 8 mesi dal mancato rispetto delle disposizioni.

Quindi se da una parte c’è la possibilità che i fornitori possono omettere tali informazioni, dall’altra dovrà essere cura del cliente finale evidenziare l’accaduto, tramite i canali a disposizione (tra cui AGCM e ARERA) e richiedere l’indennizzo che gli spetta.

Insomma ancora una volta, probabilmente, ti ritroverai dinanzi ad un bivio di come gestire le tue utenze:

  • in modo autonomo, districandoti tra le molteplici offerte luce e gas;
  • rimanendo con un’azienda cosi definita BIG, perché sapere che BIG ti dà sicurezza;
  • affidarti ad un professionista dell’energia.

Certo se da una parte il BIG di settore avrà una fiducia più alta per tanti motivi cosa che in un consulente indipendente magari non potrà esserci subito, difficile accostare le due parole fiducia ed energia oggi come oggi, tuttavia si può sempre costruire, anche partendo da zero.

Ti invito anche a leggere questo articolo qua: Energia tra fiducia e paura.

Personalmente se vuoi intraprendere un percorso di fiducia con me, abbiamo diversi punti su cui iniziare, ma ti consiglio di iniziare da chi parla di me in modo tale da poterti fare un’idea di come lavoro per i miei clienti.

Ci si può fidare di Giovanni Riccobono?

Buon consumo,

Giovanni.

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